Pubblicazioni

Il controllo di gestione nel rinnovato sistema dei controlli

 

Sul fronte normativo, nella pubblica amministrazione, si è gradualmente assistito a un aumento delle forme di controllo di tipo gestionale, finalizzate a indirizzare l’attività amministrativa verso obiettivi di efficienza, di efficacia e di economicità. Nello specifico, il d.lgs. 286/99 che disciplina il sistema dei controlli nelle amministrazioni pubbliche in generale e il d.lgs. 267/00 focalizzato sugli enti locali, rimettendo alla loro autonomia normativa ed organizzativa l’individuazione delle metodologie e degli strumenti adeguati a dare attuazione dei diversi controlli previsti.

(Personale News, n°0 del 27/09/2011)

 

Ormai alle spalle sdraio e ombrelloni, torna il rito della timbratura e le gambe accavallate dietro la scrivania. Bella intonsa o carica di documenti e pratiche da evadere, comunque nello stato in cui l’avevamo lasciata prima della partenza. Trauma da rientro? No, non ancora. Almeno finché non si apre Outlook. Il primo download delle mail non lascia scampo. All’apertura un’implacabile e indomabile cascata di newsletter, messaggi e allert di vario tipo, ci rituffa immediatamente nel nostro ruolo professionale.

(Personale News, n°2 del 25/10/2011)

 

Era il 1995 quando il D.Lgs. 77 introducesse formalmente le logiche della programmazione per obiettivi. Rivoluzione copernicana che chiedeva ai policy maker di costruire il bilancio preventivo a partire dalle strategie e dagli obiettivi che intendevano perseguire anziché dai valori della spesa storica. Non più un incremento/decremento (quasi sempre il primo) dei capitoli, ma una chiara individuazione dei servizi, delle opere, degli interventi e dei progetti, rispetto ai quali soddisfare i bisogni dei cittadini. Poi, in conseguenza delle scelte fatte, la quantificazione delle risorse (economico-finanziari, professionali e strumentali) necessarie a tali fini.

(La Finanza Locale n. 7/8 2000, Maggioli, Rimini)

L’art. 71 del d.lgs. 77/95 prevede, anche per gli enti locali, la redazione di un conto economico, quale componente del rendiconto di gestione. Quindi gli enti sono chiamati a rappresentare i risultati della gestione un una veste economica e non soltanto finanziaria. Costi e proventi vengono riepilogati in uno schema, strutturato in forma scalare, che consente un’analisi interpretativa dei fatti di gestione con riferimento ai risultati intermedi ottenuti. Per una puntuale redazione del conto economico è indispensabile applicare correttamente il principio della competenza economica.

(Azienditalia n. 12/2001, Ipsoa, Milano)

Il percorso che qui si presenta, e di cui si è reso protagonista il Comune di Cesano Boscone, si può articolare sostanzialmente nello sviluppo di tre processi principali, tra loro strettamente interdipendenti e ispirati a un unico sistema di coerenze e di principi aziendali: la pianificazione strategica, la programmazione delle attività di gestione, il sistema di controllo della gestione e la valutazioni e dei risultati e delle prestazioni.

(Azienditalia n. 9/2002, Ipsoa, Milano)

La classe di valore “Conferimenti”, presente nel passivo del conto del patrimonio, è una delle voci il cui  trattamento, nel passaggio dalla contabilità finanziaria alla contabilità economico-patrimoniale, non risulta di immediata interpretazione. In corrispondenza dei valori accertati al Tit. IV dell’entrata occorre procedere all’incremento del rispettivo fondo Conferimenti, ma non è altrettanto chiaro il meccanismo tramite il quale decrementare gradualmente gli stessi fondi e imputare le relative quote al conto economico. Il testo si propone di fornire un contributo, anche operativo, al trattamento di tale posta cogliendo sia la dimensione finanziaria che quella economico-patrimoniale.

(Azienditalia n. 1/2003, Ipsoa, Milano)

Il distretto del Comune di Castelnovo ne’ Monti – 33.000 abitanti in provincia di Reggio Emilia – rappresenta una delle zone identificate per la pianificazione e gestione del sistema dei servizi socio-assistenziali ex legge n. 328/2000.
Attraverso un processo di programmazione concertata tra soggetti istituzionali e società civile, i comuni coinvolti hanno elaborato il loro primo Piano di zona a valenza distrettuale, cioè il documento contenente le linee strategiche e le priorità di intervento per la realizzazione del sistema integrato degli interventi e dei servizi del territorio.

(Azienditalia n. 9/2004, Ipsoa, Milano)

L’ente locale si apre al confronto con i propri cittadini innescando un processo che, prendendo avvio dalla fase di programmazione, «rende conto» dell’attività svolta e rappresenta il «valore creato» con riferimento ai principali portatori di interesse.
Il bilancio sociale intende essere la sintesi di tale processo e porsi come strumento privilegiato di comunicazione tra Amministrazione e comunità locale.

(Azienditalia n. 8/2004, Ipsoa, Milano)

L’elaborazione del piano di formazione esige sinergiche integrazioni con i processi di gestione e valutazione delle risorse umane. Il presente contributo intende mettere in evidenza il percorso logico che lega la rilevazione dei fabbisogni di formazione alla valorizzazione dell’arricchimento professionale, maturato a seguito della partecipazione ai percorsi formativi programmati.

(Azienditalia n.4/2006, Ipsoa, Milano)

Le misurazioni della soddisfazione dell’utenza non possono guidare efficacemente gli amministratori nei processi decisionali se non sono supportate da adeguati strumenti di analisi e interpretazione. Questo articolo vuole introdurre i lettori alla tecnica della «importance-performance analysis», illustrando come la stessa integri e completi gli studi di misurazione della soddisfazione dell’utenza realizzabili in differenti contesti di servizio della pubblica amministrazione. L’introduzione si avvale anche dell’esemplificazione di alcune significative applicazioni, realizzate nell’ambito di studi di soddisfazione su differenti contesti di servizio all’utenza di una realtà pubblica, come ad esempio lo studio realizzato per il Comune di Brescia, al fine di evidenziare - nella pratica - i vantaggi a livello decisionale che la tecnica, se correttamente sviluppata e utilizzata, consente.

(Guida agli Enti Locali n.16/2006, Il Sole-24 Ore, Milano)

Le scelte politiche e le risorse, la responsabilità e l'azione: dall'esperienza di Desenzano del Garda un modello di rendiconto per favorire il confronto con i cittadini.

(Azienditalia n. 9/2006, Ipsoa, Milano)

Ai sensi della recente direttiva del ministro della Funzione pubblica, il bilancio sociale può essere considerato lo strumento principale di rendicontazione sociale, «in quanto finalizzato a dar conto del complesso delle attivita` dell’amministrazione e a rappresentare in un quadro unitario il rapporto tra visione politica, obiettivi, risorse e risultati».L’esperienza del Comune di Desenzano del Garda costituisce un valido esempio di come le amministrazioni locali possono avvicinarsi ai propri cittadini, attraverso una forma di dialogo trasparente, aperta e costruttiva.

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